Top 25 Anime


Attack on Titan
Anno d’uscita: 2013
Wit Studio

All’inizio ho avuto qualche problema con lo stile più accattivante ed elegante dell’anime di Attack on Titan, visto che sono un fan dei disegni più grezzi e graffianti di Hajime Isayama, ma una volta capite le ambizioni estetiche dello Studio WIT, ho iniziato ad amare lo show. Attack on Titan è presto diventata la mia serie preferita grazie ai suoi personaggi accativanti e all’universo coinvolgente in cui si trovano. Ammiro il modo in cui l’anime smonta tutto ciò che viene presentato all’inizio, senza mai dipendere dai risultati preferiti dal pubblico. È semplicemente un capolavoro. – Joan Lainé


Demon Slayer: Kimetsu no Yaiba
Anno d’uscita: 2019
ufotable

Guardare come nella prima metà della serie Demon Slayer ha creato, lentamente, le basi per poi esplodere nella seconda metà è stato una delle mie più grandi gioie come fan degli anime nel 2019. Dalle coreografie di prima classe delle scene d’azione, ai sottili momenti pieni di emozioni (e a volte neanche troppo sottili), a Inosuke: fonte inesauribile di meme, Demon Slayer è un piccolo diamante. E il film sequel è tra le cose che ho sbirciato di più per il 2020. Se conosce qualcuno che vuole convertirsi agli anime, o ritrovare la passione o ha solo bisogno di un nuovo anime da vedere o nemmeno gli piacciono gli anime, ma si lascia convincere facilmente, fategli il dono di presentargli Demon Slayer. – Daniel Dockery



DEVILMAN Crybaby
Anno d’uscita: 2018
Science Saru

Quando è stato annunciato DEVILMAN crybaby, non avevo capito che sarebbe arrivato a certi livelli. Non sapevo molto delle opere di Go Nagai e di Masaaki Yuasa e quindi non capivo le aspettative. Dopo aver guardato la serie, però, tutto è diventato chiaro. Grazie all’adattamento della storia del manga tanto amato da Nagai e all’inserimento dell’impronta artistica psichedelica tipica di Yuasa, sono riuscito a comprendere e apprezzare il prestigio che circonda i due creatori e questa storia di dei e demoni. DEVILMAN crybaby è il risultato di una collaborazione che probabilmente capita una sola volta per generazione, e sono rimasto impressionato da ogni singolo aspetto. – Kyle Cardine


Dr. STONE
Anno d’uscita: 2019
TMS Entertainment

Certo, gran parte di Dr.Stone si basa su Senku, il suo protagonista dall’acconciatura statuaria, e le sue invenzioni e macchinazioni per dar vita al Regno della Scienza, ma sfido chiunque a trovare una serie con un cast di personaggi secondari più apprezzabili di questa. Taiju fa compagnia ad Asta di Black Clover nel trope del Ragazzo dal Cuore d’Oro e dall’Ugola d’Acciaio, Chrome è sempre e comunque un piacere da vedere, Kohaku è davvero, davvero fantastica, e Suika, che ve lo dico a fare, Suika, scusate, la Grande Detective Suika, meriterebbe non una ma 19 serie spinoff su di lei. Dotato di una trama dinamica e un tema di fondo che stimola e nutre l’interesse del pubblico verso la scienza e le invenzioni, Dr.Stone è un anime che raccomanderei sempre e comunque. – Daniel Dockery


Fate/Zero
Anno d’uscita: 2011
ufotable

L’universo animato di Fate è cresciuto esponenzialmente negli ultimi 10 anni, aggiungendo ogni anno una serie al franchise. Le storie canoniche del Nasuverse non solo hanno ottenuto molteplici adattamenti, ma si sono estese anche ad altri settori, come giochi mobile, doushinshi e ricette gastronomiche! Fate/Zero è indubbiamente una delle migliori serie dell’ultimo decennio. Un costoso, magnifico e sagace thriller d’azione che ha consolidato la gloria di Ufotable, Gen Urobuchi e Yuki Kajiura, ed è diventato per la moderna industria degli anime qualcosa di simile a ciò che Il Cavaliere Oscuro rappresenta per l’attuale ondata di film di supereroi. – Azaly Zeldin

 


Flowers of Evil
Anno d’uscita: 2013
Zexcs

Questa serie mi ha dato la nausea mentre la guardavo. So che così non sembra che io la stia supportando, ma continuate a leggere. L’animazione, che sembra quella di un rotoscopio, di cui si è tanto parlato male è pessima. È incostante, strana ed è molto, molto spiacevole da guardare. E per questo, ritengo che sia perfetta. In una storia che tratta di giovani che scoprono il dolore esistenziale che persiste nel fondo delle loro anime e che fa mettere in atto crudeltà inenarrabili nei confronti degli altri, uno stile visivo che confonde lo spettatore rafforza solo queste tematiche. Questa è una serie difficile da guardare, ma la rappresentazione di come le persone trattano gli altri in modi terribili ha una piccola e sottile bellezza. Guardandola con attenzione, si nota qualcosa di estremamente toccante su come questa serie esplora i lati peggiori di noi. – Cayla Coats


Hunter x Hunter
Anno d’uscita: 2011
Madhouse

Yoshihiro Togashi sarebbe stato riconosciuto come un mangaka di riferimento anche se si fosse fermato al fantastico Yu Yu Hakusho. Però, se ritieni che Yu Yu Hakusho sia una serie d’azione con risvolti divertenti, allora Hunter x Hunter è perfetto per te. La serie del 2011 (il secondo adattamento, che segue la storia del manga per intero) è animata in modo fantastico, ha un cast spettacolare ed ha una storia ricca di pathos. Nessun’altra serie anime può essere vista e rivista tanto quanto HxH, visto che cerca di sorprendere non solo rispetto a ciò che ci aspettiamo da uno shonen, ma anche a ciò che ci aspettiamo da questa serie in particolare. È un capolavoro che porta una ventata d’aria fresca nel genere, di uno dei più talentuosi mangaka mai esistiti. – Daniel Dockery


JoJo’s Bizarre Adventure
Anno d’uscita: 2012
David Production

La storia della famiglia Joestar, che Hirohiko Araki racconta attraverso le epoche e le generazioni, è come un album di progressive rock fatto di movimenti e suite che si interconnettono, dando vita a una narrativa di amplissimo respiro in cui dei famigli chiamati Stand combattono a fianco dei protagonisti che di volta in volta, in ciascuna delle parti della storia, affrontano un nemico comune. Questo anime segue in maniera praticamente perfetta il manga d’origine, al punto da riprendere alcune delle scene più amate dai fan e da riprodurre fedelmente alcune delle tavole più topiche. È un adattamento imperdibile per un gran numero di ragioni, e i suoi vari riferimenti alla musica pop vi aiuteranno a cogliere l’influenza che l’immensa conoscenza musicale di Araki ha avuto sulle Bizzarre Avventure di JoJo e sulla caratterizzazione dei personaggi e dei loro Stand. – Humberto Saabedra


Kill La Kill
Anno d’uscita: 2013
Studio Trigger

Il battle shonen perfetto ti prende subito con l’azione e costruendo dei bei personaggi e tiene il ritmo senza fermarsi, impedendoti di smettere di seguirlo (cosa che nessuno ammetterà mai senza un po’ di imbarazzo). La prima serie lunga dello studio TRIGGER fa questo e altro, enfatizzato dai due punti esclamativi completamente nudi che sono la coppia di registri/sceneggiatori Hiroyuki Imaishi e Kazuki Nakashima. Anche nei momenti di cringe più spinto, l’energia e l’emozione che regala la serie è impossibile da ignorare. – Joe Luster

 


Lupin the 3rd: The Woman Called Fujiko Mine
Anno d’uscita: 2012
TMS Entertainment

Nel migliore dei casi, Lupin III è pieno di azione, elegante, sexy e un po’ stupido. Ma la versione del 2012 incentrata su Fujiko era molto di più: retro, surreale, artistica e a tratti decisamente terrificante. Non è la prima volta che una serie legata a Lupin è incentrata su una relazione turbolenta, ma è quella in cui questa è ne è il fulcro. La donna chiamata Fujiko Mine è, in parti uguali, Twin Peaks, horror gotici e le parti più psichedeliche di Alice nel Paese delle Meraviglie e mette in gioco lo stile classico di Lupin III, aprendo la strada allo stile artistico e alla natura sperimentale del franchise nell’ultimo decennio. Inoltre, nel complesso, è semplicemente fantastico. – Kara Dennison

 


Made in Abyss
Anno d’uscita: 2017
Kinema Citrus

Una delle prime cose che ti colpisce quando guardi Made in Abyss è quanto i personaggi risultino piccoli rispetto al mondo che li circonda. Reg e Riko sono sovrastati dalle lussureggianti foreste e dagli altissimi dirupi dell’Abisso. La serie bilancia egregiamente il nostro affezionarci ai protagonisti mentre allo stesso tempo ce li fa sentire quasi insignificanti al cospetto di un mondo che nel migliore dei casi li ignora. Mentre i nostri due esploratori e la loro eventuale compagna, Nanachi, sono dei personaggi eccellenti, con storie personali coinvolgenti, il vero protagonista è il mondo. Un posto di estrema crudeltà e violenza, ma anche di straordinaria bellezza e meraviglia. Il relativamente piccolo cast ci guida in un viaggio attraverso una terra di solitudine quasi divina. È un viaggio che ci ricorda quanto siamo piccoli nel vasto mondo, e quanto siamo fortunati a poterci vivere. – Cayla Coats


Mob Psycho
Anno d’uscita: 2016
Studio Bones

Shigeo Kageyama viene chiamato “Mob” perché sembra un individuo qualsiasi in mezzo a una folla (o “mob”). Mob è un ragazzino normale con una vita normale, che frequenta una scuola media normale e ha una cotta normale per una graziosa compagna di classe. Mob possiede anche dei potenti poteri psichici. Dallo stesso creatore di One Punch Man, Mob Psycho 100 è stato inevitabilmente paragonato alla prima serie di ONE, ma entrambi i personaggi si approcciano al concetto di protagonisti molto potenti in modi affascinanti. Mentre la forza assurda di Saitama porta alla ricerca di un senso in un mondo fatto di noia senza senso, i poteri di Mob sono un veicolo per farlo diventare, come direbbe il suo mentore Reigen, il protagonista della sua vita. Con la sua ingegnosa animazione, uno humor dal tempismo perfetto e una storia molto toccante, Mob Psycho 100 rappresenta il meglio che questo mezzo ha da offrire. – Cayla Coats


My Hero Academia
Anno d’uscita: 2016
Studio Bones

C’è forse una serie che può definire l’ultima decade del mondo anime e manga meglio del Texas Smash che è My Hero Academia, di Kohei Horikoshi? La cosa bella riguardo alla popolarità di questa serie è che, per una rara coincidenza, mette tutti d’accordo. Come i suoi grandi predecessori del genere shonen, My Hero Academia segue una formula vincente, con un cast indimenticabile di personaggi e una marmaglia di cattivi che crea delle aspettative genuinamente alte. Scoprire la passione per gli anime mentre esce MHA è qualcosa di mistico, e non vedo l’ora di sapere come finirà per evolversi. – Joe Luster


Nichijou
Anno d’uscita: 2011
Kyoto Animation

Chiunque adora una serie slice-of-life in cui può rispecchiarsi… ma le giornate di queste ragazze sono tutto tranne che ordinarie. Nichijou, a una prima occhiata, sembra essere la classica serie in cui ci si può rispecchiare. Però, una volta passata la sigla vivace cantata da Hyadain, leggenda di Nico Nico, si trova di tutto. C’è una scienziata pazza col suo robot a ingranaggi. Ci sono ragazze che fanno suplex a destra e a manca e citano Ryo, C’è un tizio che cavalca una capra. Il tutto, mischiato con un’animazione affascinante che rende impossibile non guardarlo. – Kara Dennison

 

 


PING PONG THE ANIMATION
Anno d’uscita: 2014
Tatsunoko Production

Con “Ping Pong the Animation“, l’adattamento anime del manga di Taiyō Matsumoto, Masaaki Yuasa unisce due delle più grandi menti creative del Giappone contemporaneo. Attraverso l’animazione, Masaaki Yuasa dà nuova vita al manga, ottenendo un risultato mozzafiato. L’anime sviluppa i personaggi più a fondo che mai, ed è commovente vederli scoprire se stessi attraverso lo sport. – Joan Lainé

 

 



A Place Further Than the Universe
Anno d’uscita: 2018
Madhouse

Quando è stata annunciata la prima volta, ero parecchio scettico perché la premessa sembrava un po’ troppo fantasiosa per me. Tuttavia, quando mi sono davvero seduto a guardarla, mi sono ritrovato davanti una serie davvero appassionata sull’importanza di inseguire i propri sogni, sulla necessità di imparare a superare i limiti che ci auto-imponiamo e sul desiderio di vivere una vita piena di avventure. A Place Further Than The Universe mi ha conquistato con i suoi personaggi e la superba sceneggiatura, per non parlare del messaggio di incoraggiamento ad affermarsi nella vita. Spero che avremo altre storie come questa in futuro, serie che entrano tra le tue preferite anche se non te l’aspetti. – Humberto Saabedra

 


Puella Magi Madoka Magica
Anno d’uscita: 2011
Studio Shaft

Si fa fatica a ricordare com’era prima di Puella Magi Madoka Magica. Ha praticamente sconvolto la community dei fan di anime, riempiendola di “meguca” meme e gif di Kyubey che veniva ridotto a un colabrodo. La serie ha ottenuto il suo successo anche grazie all’assurdo contrasto tra un design degno delle maghette più adorabili e la storia terribile e tragica. La sua reputazione è tale che… beh, in un certo senso ha oscurato la trama in sé. Ma mettendo tutto questo da parte, è una serie in cui i personaggi vengono trattati con crudeltà, non per il semplice gusto di scioccare lo spettatore, ma per guidarlo in una storia davvero bellissima, che si interroga sulla natura umana, un destino di combattimenti e l’importanza di tenere sempre vivo un briciolo di speranza, anche nei momenti più cupi e disperati. – Cayla Coats

 


Re:ZERO -Starting Life in Another World-
Anno d’uscita: 2016
White Fox

Non mi sarei mai aspettato di amare alla follia questo anime, eppure al momento è candidato a migliore sorpresa del decennio nella mia lista personale. Re-Zero ti aggancia fin dal primo momento e si sviluppa per tutta la prima stagione con colpi di scena e svolte dark. Questa serie mi è piaciuta talmente tanto da spingermi a leggere la mia prima light novel! Tuttavia, parola mia: l’opera di Tappei Nagatsuki non regge il confronto con la resa della storia su piccolo schermo operata dalla WHITE FOX. Ci sono alcune scene della serie che non dimenticherò mai. – Joe Luster


SHIROBAKO
Anno d’uscita: 2014
P.A. Works

SHIROBAKO è un anime sul creare un anime. Se però l’obiettivo di questa serie fosse solo questo, sarebbe adatta solo ai fan degli anime come mezzo espressivo. Invece SHIROBAKO va molto oltre la soddisfazione della curiosità intellettuale, a differenza di Lost in La Mancha: rappresenta il cuore e la passione di centiania di persone che hanno dedicato le loro vite a questo mezzo espressivo, in un pacchetto di 26 puntate piene di piccole vittorie, bei momenti passati con gli amici di una vita, cattiva comunicazione tra colleghi e rendersi ridicoli davanti ai propri eroi. La disperazione e la speranza combattono per avere la meglio in ogni scena, catturando i sentimenti di chi sta dietro le quinte dell’animazione. Definire SHIROBAKO una dichiarazione d’amore non è abbastanza per dimostrare quanto profonda sia la passione degli Aoi Miyamori del mondo, ma ci si avvicina molto. – Miles Thomas


Showa Genroku Rakugo Shinju
Anno d’uscita: 2016
Studio Deen

Devo ammettere che dopo aver visto il primo trailer e letto le informazioni riguardanti questa serie, ero seriamente intrigato dalla premessa di un ex-carcerato che viene fatto diventare l’apprendista di un famoso narratore di rakugo. Non mi sarei mai aspettato una serie così ben fatta sulle difficoltà dei narratori di rakugo mentre si confrontano con le diffcoltà di sviluppare la loro arte ed espandere il numero dei loro sostenitori mentre competono contro i nuovi arrivati che minacciano la loro posizione. Anche se è una serie animata, la drammaticità e gli intrighi non risulterebbero fuori posto nelle TV occidentali che mettono in evidenza le serie adulte e le cosiddette serie ad alto prestigio. Se sei un fan di anime non più giovanissimo e cerchi qualcosa di ben scritto che ti obblighi a prestarci molta attenzione, consiglio assolutamente questo turbinio di emozioni. – Humberto Saabedra

 


A Silent Voice
Anno d’uscita: 2017
Kyoto Animation

A Silent Voice è piuttosto complicato da guardare. La crudeltà, l’odio verso se stessi e il dolore dei personaggi principali è descritto con un’onestà schietta, comunicata attraverso ogni aspetto del film, inclusa la musica. Ma, allo stesso tempo, c’è un senso di bellezza che sta alla base di tutto. È piuttosto raro per un’opera di questo tipo rappresentare alla perfezione una malattia mentale. Le iconiche croci blu che oscurano le facce dei personaggi sono una metafora forte per l’ansia sociale di Shoya. Questo è tutt’altro che un film perfetto. È sicuramente fin troppo ambizioso a livello di storia e numero di personaggi trattati (Mashiba è un’aggiunta senza senso) e tutta la seconda parte è molto pesante da vedere. Ma il totale è molto maggiore della somma delle parti, in questo caso. È un’esplorazione profonda delle malattie mentali, del modo in cui la società non riesce a fare quanto dovrebbe nei confronti delle persone con disabilità, e del potere di guarigione dell’empatia… di come la voce di una persona può arrivare a un’altra e viceversa. – Cayla Coats


Space Dandy
Anno d’uscita: 2014
Studio Bones

Mentre le reazioni dei fan e il plauso della critica per Space Dandy non sono così universali (sì, è voluta) come il precedente lavoro del regista Shinichiro Watanabe Cowboy Bebop o il successivo Carole & Tuesday, Space Dandy è importante perché ha dato a Shingo Natsume e una miriade di animatori un intero cosmo in cui potevano stiracchiare i loro muscoli creativi, dando vita a un lavoro stravagante che è tanto strabiliante a livello visivo quanto grossolano come commedia. – Paul Chapman


Steins;Gate
Anno d’uscita: 2011
White Fox

Lo studio di animazione White Fox è stato coinvolto nell’adattamento di numerose serie di qualità come Akame ga Kill! e Re: Zero, ma il loro miglior lavoro potrebbe essere Steins: Gate, la storia di un gruppo di persone che scoprono di poter inviare messaggi di testo nel passato, alterando così il futuro. Potrebbe sembrare un episodio di Black Mirror, ma da subito si trasforma in una elettrizzante fuga dal pericolo mentre si tenta anche di prevenire i disastri. Attraverso 24 episodi meravigliosi (e un OVA aggiuntivo), ti ritroverai incapace di abbandonare una trama perfetta come un orologio, con puntate da divorare fino alla fine. Fidati di me, anche se pensi che non ti piacerà Steins; Gate, ti piacerà. – Daniel Dockery

 


your name.
Anno d’uscita: 2016
CoMix Wave Films

L’ultimo decennio sarà ricordato come il periodo in cui Makoto Shinkai si è liberato del titolo di “Prossimo Miyazaki” ed è finalmente stato riconosciuto per il suo valore individuale. Il lancio di Your Name e il fenomeno mondiale che ne è seguito, è la sintesi dell’incredibile attenzione ai dettagli di Shinkai, della narrativa che fa emozionare e del taglio che dà alla regia. Your Name è un’opera che lascia senza fiato a livello visivo, e fa ragionare sulla distruzione causata dal terremoto e dallo tsunami del Tohoku del 2011, una riflessione sulle perdite e sulle connessioni perdute che ne sono seguite. Ma, soprattutto, sono felice di seguire la cavalcata verso il successo di Shinkai. – Kyle Cardine


Yuri!!! on Ice
Released 2016
MAPPA

Yuri Katsuki porta sulle spalle le speranze di tutto il Giappone nel Grand Prix di pattinaggio di figura, ma subisce una terribile sconfitta durante le finali. Così torna nella sua città natale nel Kyushu e si nasconde a casa della sua famiglia, diviso tra il voler continuare a pattinare e il volersi ritirare. È in quel momento che il campione del mondo per cinque volte consecutive, Victor Nikiforov, si presenta all’improvviso da lui con il suo compagno di squadra Yuri Plisetsky, un giovane pattinatore che sta iniziando a superare gli atleti più grandi. E così i due Yuri e il campione russo Victor decidono di competere nel Grand Prix come nessuno al mondo ha mai visto! – Cayla Coats