Top 100 Anime – 100 to 26


Aggretsuko
Anno d’uscita: 2018
Fanworks

25 anni, single, sfruttata dal suo capo e frustrata sotto molti punti di vista: Retsuko, una panda rossa antropomorfa, non ha una vita facile. Come ben sappiamo tutti quanti, a volte le cose non sono facili, a volte è semplicemente troppo difficile da reggere… e quando questo succede a Retsuko, sfoga le sue emozioni al karaoke, cantando le sue canzoni death metal preferite per rimettersi in riga. Unendo personaggi carini e personaggi carismatici, con una buona dose di umorismo, Fanworks dà vita a questo brand Sanrio in un modo davvero unico e godibile. Aggretsuko parla solo di una panda che cerca di fare del suo meglio in un mondo crudele e feroce… ed ecco perché piace! – Carlos Moncken

 


The Ancient Magus’ Bride
Anno d’uscita: 2016
Wit Studio

Qual è la più potente magia al mondo? Chise Hatori è tormentata sin dall’infanzia da creature magiche, che le hanno causato innumerevoli sofferenze. Ma un giorno si ritrova lontana dal Giappone, sua terra natale, a vivere con un mago che le fa da insegnante. Mentre le sue abilità magiche crescono, inizia ad aprirsi al mondo e a guarire. Il male in The Ancient Magus’ Bride non è mai semplice. Quasi tutto l’antagonismo nella serie non nasce da cattive intenzioni, ma dalla sofferenza e dal dolore dei personaggi. Chise non solo diventa sempre più brava a usare la magia, ma anche più abile a legare con le persone. Riesce a condividere il dolore altrui, paragonarlo al proprio, cosa che, molto spesso, riesce a fermare mali all’apparenza inarrestabili. Dunque, qual è la più potente magia al mondo? Chise Hatori rende molto chiaro che è l’empatia – Cayla Coats


Anohana: The Flower We Saw that Day
Anno d’uscita: 2011
A-1 Pictures

AnoHana, primo lavoro originale del team creativo di Super Peace Busters (composto dalla scrittrice Mari Okada, dall’animatore e character disegner Masayoshi Tanaka e dal regista Tatsuyuki Nagai) ha fatto esplodere in lacrime fan in tutto il mondo. Sullo sfondo della città natale di Okada, Chichibu, abbiamo un gruppo di bambini che sentono di aver vissuto una tragedia e, insieme, devono superare il loro trauma. Con AnoHana, Mari Okada è diventato un nome ben noto nella comunità degli anime – a ragion veduta – e ogni lavoro del suo team è un must da guardare subito. Anche dopo tutti questi anni, mi basta risentire la opening per sentire i brividi. In qualche modo, sono riusciti a tirare così forte le corde del mio cuore che, a distanza di anni, mi sento ancora trascinato. – Daryl Harding


Asobi Asobase – workshop of fun –
Released 2018
Lerche

L’adattamento animato di Asobi Asobase gioca sui contrasti. E ciò è facilmente comprensibile paragonando la sigla iniziale, che si concentra sugli aspetti più carini e romantici delle ragazze, con la sigla finale, più dark e grunge, in cui le stesse ragazze suonano heavy metal come il gruppo delle BABYMETAL. Le protagoniste sono tre studentesse che danno vita al proprio club culturale in cui passano il tempo con vari giochi. Di solito le loro idee smettono subito di essere dei giochi innocui e le cacciano in situazioni imbarazzanti. Le battute che le studentesse fanno sono inaspettate e ricocordano un po’ “l’inquisizione spagnola” dei Monty Python. Il contrasto tra dolcezza e audacia permea ogni aspetto di Asobi Asobase, rendendolo una della commedie più memorabili degli ultimi anni. – Azaly Zeldin


Barakamon
Anno d’uscita: 2014
Kinema Citrus

Ritengo che Barakamon sia una delle serie più dolci e rilassanti in assoluto. I rapporti giornalieri che Handa ha con gli abitanti dell’isola mi hanno fatto scoppiare a ridere e, allo stesso tempo, mi hanno ricordato quante piccole cose diamo per scontate. La parte più godibile della serie è l’atmosfera sincera che traspare dai deliziosi artwork. Barakamon è una serie piena di allegria e fonte di ispirazione che ha colpito dritto nel mio cuore. Sono felice di aver guardato questo anime. – Reem Ali

 

 


Black Clover
Anno d’uscita: 2017
Studio Pierrot

C’è qualcosa in Asta, il protagonista di Black Clover, che ispira una simpatia immediata. Un ragazzino completamente privo di qualsiasi capacità magica, che però è deciso a diventare Imperatore Magico a qualunque costo, e per questo è costretto a impegnarsi sempre più degli altri e urlare più forte di chiunque abbia attorno. È questo che dà a Black Clover quel qualcosa in più, rendendolo non solo una storia avventurosa e coinvolgente, ma anche uno dei migliori esempi di rivincita del più debole, un’ode a tutti coloro che si sono sentiti dire “No, non ce la puoi fare” e ciò nonostante hanno perseverato e ce l’hanno fatta. La trama è dinamica e ben scandita, ciascuno dei moltissimi personaggi è unico e pieno di carattere (una menzione speciale alla Compagnia del Toro Nero, un gruppo di pazzi disadattati che mi ricorda molto la ciurma di Cappello di Paglia). Tutto questo, insieme a delle scene d’azione impeccabili, ha contribuito a rendere Black Clover un apprezzatissimo appuntamento settimanale. – Dan Dockery


Bungo Stray Dogs
Anno d’uscita: 2016
Studio Bones

Bungo Stray Dogs ha innegabilmente dei disegni molto belli, un character design accattivante, i vestiti dei personaggi sono iconici e le musiche sono bellissime. Però ci sono altre serie che vantano questi pregi e non è infatti per questo che lo ho adorato, ma per il suo legame con la letteratura. Ogni personaggio principale, sia degli investigatori che degli antagonisti, porta il nome di uno scrittore famoso e il suo potere speciale è chiamato come una delle opere dell’autore reale. Come se questo non fosse abbastanza intrigante, anche i caratteri dei personaggi, e le loro idiosincrasie, traggono ispirazione dagli autori da cui prendono nome e dalle loro opere. Vedere questo anime mi ha messo voglia di cercare informazioni sui vari autori a cui fa riferimento e di scovare quante più curiosità e collegamenti con la letteratura. – Francesco Ventura

 

 


Chihayafuru
Anno d’uscita: 2013
Madhouse

Per essere una serie sul gioco giapponese del karuta, Chihayafuru è diventato qualcosa di molto più grande. È una serie che non solo descrive il gioco, spiegandone nei dettagli le regole, ma parla anche di come si cresce e si matura quando ci si ritrova a subire la pressione, autoimposta, di diventare il giocatore più bravo al mondo di un gioco di carte basato sulla poesia giapponese, gioco conosciuto e preso sul serio solo in Giappone. Ci si potrebbe aspettare una serie noiosa e poco interessante, ma il viaggio di Chihaya, che la porta dall’essere una matricola piena di vita a diventare una persona più saggia ed esperta, è il motivo che rende questa serie eccellente. – Humberto Saabedra

 


The Disappearance of Haruhi Suzumiya
Anno d’uscita: 2010
Kyoto Animation

Crescendo, ho dovuto confrontarmi spesso con l’idea di dovermi concentrare su attività più “da adulti”. “Perché leggi fumetti? Sono per bambini!”, “Perché ti importa così tanto della storia dei giochi?” e “Ma è un’opera d’animazione, perché un adulto dovrebbe guardarla?” sono frasi che mi sono sentito ripetere spesso e che mi hanno portato a dubitare della legittimità dei miei hobby. Ma, poi, ho visto La scomparsa di Haruhi Suzumiya, e nel film ci si pone proprio la domanda “Perché non ci si può svagare con qualcosa di divertente?”. Il viaggio di Kyon verso l’accettazione che le persone possono divertirsi con cose che possono anche non essere realistiche o “adulte” (e il suo monologo che è uno dei migliori di tutta l’animazione giapponese) mi ha aiutato a capire che dovevo difendere quello che mi piace e immergermici ancora di più. E, chissà, forse non starei lavorando per Crunchyroll se non fosse stato per questo film. – Rene Kayser


Dororo
Anno d’uscita: 2019
MAPPA

Malgrado artisticamente io trovi Dororo molto appagante, non è questo che mi ha fatto così tanto innamorare di questo anime, bensì le tematiche trattate e il modo in cui vengono sviluppate. La storia è raccontata da Dororo, anche se Hyakkimaru è apparentemente l’eroe e la vittima degli eventi narrati. Ciò che mi affascina è la sua ricerca, il fatto di preferire delle parti umane a degli arti di fatto più forti, ma inumani. Si tratta di una sorta di rivisitazione delle tematiche cyberpunk, una ricerca della propria debole e meravigliosa fragilità umana. – Francesco Ventura


Dragon Ball Super
Anno d’uscita: 2015
Toei Animation

Ogni anime basato su un buono dalla forte volontà che prende a pugni un cattivo con meno forza di volontà ha le proprie radici in Dragon Ball. Non si può sminuire la sua influenza, e ha lasciato un’eredità grandissima. Detto questo, che posto può occupare Dragon Ball nell’ultimo decennio, nell’epoca che ha dato vita a My Hero Academia e One Piece? Beh, un posto di rilievo, in realtà. Dragon Ball Super non ha mai cercato di “far fuori” Z, il suo predecessore. Invece, ha dato più spazio ai personaggi secondari, che bilanciano le lotte di Goku che tutti vogliamo. Non sarà di certo il manga/anime più rivoluzionario della storia, ma Super dimostra che il mondo e i personaggi classici di Akira Toriyama sono sempre i benvenuti. – Daniel Dockery

 


Durara!
Anno d’uscita: 2010
Brain’s Base

Durarara! è una storia di lotte tra gang di strada, un gruppo misterioso chiamato “Dollars” che impazza per la rete, corporazioni dai dubbi scopi e si permette perfino di aggiungere degli elementi sovrannaturali. Anche se mescola così tanti elementi, l’anime riesce a gestire molti personaggi, mostrandoci così gli eventi da diverse prospettive, facendoci sentire davvero coinvolti nella storia e facendoci stare seduti in punta di sedia in attesa dell’ennesimo colpo di scena. Per scoprire la verità dietro i Dollars, lo spettatore viene lanciato in una storia ricca di violenza, sorprese, tradimenti… qualcosa che non ti saresti mai aspettato all’inizio. – Sergio Vaca


The Eccentric Family
Anno d’uscita: 2013
P.A. Works

Fin dalla sua fondazione, la P.A. Works ha lavorato fianco a fianco con varie località giapponesi per celebrare il fascino delle città preferite dallo staff. A differenza di molte serie, concentrate sulle aree rurali, The Eccentric Family è il tentativo dello studio di catturare tutto ciò che rende Kyoto la città che è, e con questa grande ambizione sono arrivati ancor più grandi risultati. The Eccentric Family è una storia senza tempo su una famiglia che non può essere vista come “tipica” sotto nessun punto di vista, soprattutto perché ben poche famiglie perdono il loro patriarca perché i tengu lo cuociono in uno stufato. Gli elementi fantasy di The Eccentric Family danno l’impressione di essere più che altro realismo magico: i tanuki che cambiano aspetto e i tengu che volano che compongono il cast principale hanno di sicuro caratteristiche mistiche, ma trovano le loro fondamenta nel misticismo di Kyoto, ed evoca una sensibilità a metà tra una parabola e una metafora. Di solito, un tale sforzo artistico si nasconde in storie più inaccessibili, ma The Eccentric Family riesce a catturare un fiume di emozioni e storia in una delle migliori serie del decennio che durano una stagione sola. – Miles Thomas


ERASED
Anno d’uscita: 2016
A-1 Pictures

Una serie dove niente è come sembra a un primo sguardo e che premia lo spettatore per stare al gioco con le informazioni date volutamente in modo errato. Ha attirato lodi per la composizione, il ritmo e le animazioni quando è andato in onda nel 2016 come parte del contenitore noitaminA, ma quello che l’ha fatto rimanere nel cuore di molte persone è il taglio unico che è stato dato alla meccanica del viaggio nel tempo che la rende più una storia di mistero ben costruita che una storia di fantascienza. È una serie da 12 episodi da guardare quando vuoi una serie che ti coinvolga completamente. – Humberto Saabedra

 

 


Evangelion 3.0 You Can (Not) Redo
Anno d’uscita: 2012
Studio Khara

A volte ho l’impressione di essermelo solo immaginata di aver visto Evangelion 3.0 You Can (Not) Redo. Quando mi torna in mente la trama, mi ritrovo a pensare “Wow, ma è successo davvero?”. Eva 3.0 è certamente una delle rappresentazioni più stimolanti della saga di Evangelion, ma è anche la parte del Rebuild che colpisce di più. Inserire il 3.0 in questa lista è anche dare il giusto riconoscimento alla direzione presa da Anno con i film del Rebuil usciti in questa ultima decade e al modo in cui il franchise continua a spingere i suoi personaggi, la trama e il pubblico dopo tutti questi anni. Se può interessarvi: non ho la minima idea di cosa Anno abbia in mente per la conclusione di questa serie nel 2020, e sinceramente la cosa mi entusiasma. – Kyle Cardine


Fate/stay night: Unlimited Blade Works
Anno d’uscita: 2014
ufotable

Il tanto anticipato seguito di Fate/Zero marchiato Ufotable riadatta la route “Unlimited Blade Works” della visual novel Fate/Stay Night. Questa serie vincitrice di svariati premi ha mostrato lo sviluppo tecnico dell’animazione rispetto a serie precedenti, regalandoci alcuni tra i migliori fondali 3D e lavori di post-produzione degli ultimi tempi (superati solo da altre opere Ufotable come Heaven’s Feel e Demon Slayer). Sommando a questo un’ottima regia e sceneggiature degne di lode, Fate/stay night: Unlimited Blade Works è un capolavoro dell’animazione e una delle migliori opere del brand Fate. E c’è anche la best girl, non chiedetemi nulla. – Daryl Harding

 


FLIP FLAPPERS
Anno d’uscita: 2016
Studio 3Hz

La narrativa di genere è strettamente legata alla metafora, ma pochi anime sono così ricchi a livello simbolico, dinamici a livello estetico e rilevanti a livello emotivo come FLIP FLAPPERS. Inizialmente, si presenta come un anime sulle disavventure delle maghette e poi colpisce dritto al cuore portandoti in un viaggio alla scoperta di se stessi che arriva fino a posti oscuri dove non ci si aspetterebbe di andare. FLIP FLAPPERS è un’opera che meriterebbe una maggiore visibilità a livello di critica. – Paul Chapman


Flying Witch
Anno d’uscita: 2016
J.C. Staff

Flying Witch ha stregato il pubblico con la sua adorabile reinterpretazione del tema delle streghe che popola la cultura di massa, spostando il tropo da un villaggio europeo al Giappone rurale. Anche se la serie è intrisa di magia, non è questo a renderla magica. Il fulcro di questo anime è il suo cast di personaggi caratterizzati in modo incantevole, compreso l’Araldo della Primavera. È un piacere imparare a conoscerli man mano che la serie va avanti. Sebbene non sia un anime epico, Flying Witch è una visione piacevole dolce come le torte servite al Caffé Concrucio. – Daryl Harding

 

 


 
Food Wars!: Shokugeki no Soma
Anno d’uscita: 2015
J.C. Staff

Così come That Time I got Reincarnated as a Slime mi ha invitato a entrare nel mondo degli isekai, Food Wars! mi ha aiutato a capire che il genere degli anime d’azione non si limita agli scambi di pugni volanti. Anzi, Food Wars! va a unirsi nel mio olimpo personale a Yu-Gi-Oh! come una delle migliori storie di battaglie che non vengano portate avanti nel senso più fisico e muscolare del termine. L’epica storia di Soma e compagni che si fanno strada tra scuola, tornei e festival partecipando a diverse gare culinarie è emozionante quanto tutti gli scontri corpo a corpo che ho visto. Sarà pure già arrivato alla quarta stagione, ma non c’è comunque stato un momento migliore per essere un fan di anime culinari. – Daniel Dockery


GATCHAMAN CROWDS
Anno d’uscita: 2013
Tatsunoko Production

Gatchaman Crowds avrebbe potuto essere una banale reiterazione della serie classica prodotta dalla Tatsunoko, ma il regista Kenji Nakamura (Tsuritama), lo sceneggiatore Toshiya Ōno e il resto dello staff hanno puntato molto più in alto. Al contrario, ci hanno offerto un vasta operazione di modernizzazione, corredata da una narrativa allegorica molto attuale che opera su svariate scale di grigio piuttosto che incentrarsi sui conflitti più diretti e decisamente cupi delle passate iterazioni. Metti insieme uno sgargiante design, un cast di personaggi memorabili e scene d’azione davvero niente male e otterrai una serie che vale la pena riscoprire. – Joe Luster

 


Golden Kamuy
Anno d’uscita: 2018
Geno Studio

Golden Kamuy mi ha da subito attirato per via della ricostruzione maniacale del periodo storico in cui è ambientato. La guerra russo-giapponese non è il tema più frequente per un anime e la cosa mi ha subito intrigato. Quello che però mi ha davvero conquistato è stato il lavoro di ricerca per ricostruire l’ambientazione sia da un punto di vista storico che della biodiversità. Ricordo un articolo riguardante come chi si occupava della fauna dell’anime stesse impazzendo per disegnare in maniera precisa le aringhe, allora presenti in gran quantità nell’Hokkaido, ma ora quasi introvabili vive in Giappone. Però Golden Kamuy non è solo ricostruzione, ma una storia avvincente portata avanti da personaggi consistenti, alcuni anche realmente esistiti. Non nego che le sigle abbiano contribuito al mio amore per questa serie e ora quando mangio qualcosa di buono non posso fare a meno di dire “Hinna hinna!”. – Francesco Ventura

 


Haikyu!!
Anno d’uscita: 2017
Production I.G

Non sono mai rimasto affascinato da una serie tanto quando da Haikyu!!. Come Shoyo Hinata stesso, è stato fantastico vedere questa serie sulla pallavolo decollare e continuare a volare alto. Ciò che rende Haikyu!! davvero speciale sono i suoi personaggi, quanto tengono gli uni agli altri e quanto ciò li porta tutti al successo. Inoltre, la terza stagione, che si svolge durante una singola partita di campionato è una delle cose più appassionanti che io abbia visto. Haikyu!! è una delle serie migliori di questo decennio e non vedo l’ora di vedere anche la prossima stagione, il prossimo anno. – Kyle Cardine


Humanity Has Declined
Anno d’uscita: 2012
AIC A.S.T.A

Mischiate insieme dei colori pastello, una visione nichilista del mondo e un senso dell’uomorismo acidissimo e otterrete Humanity Has Declined, una serie post-apocalittica che lascia pensare che tutto sommato la caduta della civilità umana nella più profonda oscurità e assurdità, non sia poi così male. Acuto, cinico e impunentemente strano, Humanity Has Declined è anche sorprendentemente sentimentale. Se una serie riesce a commuoverti seguendo le difficoltà di un satellite solitario, merita decisamente di essere vista. — Paul Chapman

 

 


Hyouka
Anno d’uscita: 2012
Kyoto Animation

Adoro i misteri! Adoro gli indovinelli! E adoro svelare i grandi segreti! Sono una persona tremendamente curiosa e ci sono poche cose che mi attirano velocemente e profondamente come un buona storia di mistero – per questo Hyouka ha un posto speciale nel mio cuore, perché soddisfa tutte le aspettative del genere. La settima regola di Van Dine recita “Nessun delitto minore dell’assassinio è sufficiente.” per un giallo, ma Hyouka prende questa regola e la scaglia il più lontano possibile. Si concentra, invece, su cose di tutti i giorni, misteri che ognuno di noi potrebbe incontrare nella vita di tutti i giorni e con le quale ci lega sempre di più ai personaggi. Se aggungiamo le splendide animazioni della KyoAni e la fantastica regia di Yasuhiro Takemoto, otteniamo una serie unica che ci lega ai personaggi molto più di qualsiasi onnipotente o onniscente detective. Particolare menzione per colpo di scena nel secondo arco. Nemmeno Umineko è riuscito a trascinarmi così tanto con una semplice domanda come “E la corda?”. – Rene Kayser


In This Corner of the World
Anno d’uscita: 2016
MAPPA

In Questo Angolo di Mondo dà una rappresentazione della guerra in un modo diverso da quello di altri film ambientati durante la seconda guerra mondiiale: tediosa. La maggior parte delle altre opere, infatti, è focalizzata sui soldati e sulla glorificazione delle battaglie, mentre In This Corner of the World rivolge la sua attenzione principalmente sulla vita quotidiana dei cittadini e sui sacrifici che devono fare per sopravvivere. Il filo è anche una storia di successo per il regista Sunao Katabuchi e per lo studio MAPPA, iniziata da un progetto di raccolta fondi e arrivata a vincere un numero spropositato di premi, incluso il 40° Japan Academy Prize per le Migliori Animazioni. Lo studio MAPPA è riuscito dare vita al meglio al manga di Fumiyo Kono, rappresentando la vita nelle vicinanze di Hiroshima prima, durante e dopo la guerra ed è da vedere assolutamente assieme ad altri classici ambientati in quell’epoca, come Una Tomba per le Lucciole e Gen di Hiroshima. – Kyle Cardine

 


Kabaneri of the Iron Fortress
Anno d’uscita: 2016
Wit Studio

Chiamare Kabaneri of the Iron Fortress “Attack on Train” è un po’ ingiusto, ma se questo può ispirare più persone a guardarlo, così sia! Oltre alle splendide animazioni e ad alcune scene molto ben realizzate, non c’è nulla che io ami di più in questo anime del character design tipico dei protagonisti degli OVA degli anni ’80. E ha perfettamente senso che lo stile sia quello, visto che è opera di Haruhiko Mikimoto, un veterano del settore, noto per aver curato i personaggi di altre famosissime serie come Macross, Mobile Suit Gundam 0080 e Megazone 23. – Joe Luster


Kaguya-sama: Love is War
Anno d’uscita: 2019
A-1 Pictures

Gli anime sono pieni di storie di due persone che si amano fondate sul “ci sta o non ci sta”, ma Kaguya-sama: Love is War va più a fondo di così e si dimostra una delle migliori commedie romantiche mai esistite. Il regista della serie, Shinichi Omata, con lo pseudonimo di Mamoru Hatakeyama, si è fatto le ossa nello studio Shaft con serie del calibro di Madoka Magica e Arakawa Under the Bridge, e l’impronta dello studio è ben visibile accanto a quella personale del regista. Unendo questo elemento alle animazioni azzeccate, alle relazioni tra i membri del consigio studentesco, alle gag fantastiche e a Chika, si ottiene una serie che fa innamorare tutti (soprattutto, vista la seconda ending!)… anche nessuno lo ammetterebbe mai! – Daryl Harding

 


Kids on the Slope
Anno d’uscita: 2012
MAPPA

Se Cowboy Bebop e Samurai Champloo non vi sono bastati per capirlo, musica e Shinichiro Watanabe sono una delle più grandi combinazioni di burro d’arachidi e cioccolato del mondo degli anime. Questa accoppiata perfetta è ulteriormente dimostrata dall’adattamento del 2012, ad opera di MAPPA e della Tezuka Productions, del manga josei Kids on the Slope (Jammin’ Apollon) di Yuki Kodama. Venite per le jam session di jazz animate con cura e la colonna sonora di Yoko Kanno, restate per una storia di vera amicizia che dura nel tempo. – Joe Luster


Katanagatari
Anno d’uscita: 2010
White Fox

Katanagatari è davvero davvero una bella serie, e ha caratterizzazioni dei personaggi e costruzione delle scene d’azione tra le migliori in assoluto, anche se non è adatta a tutti. Anzitutto, gli episodi sono di circa 50 minuti, il doppio di un episodio classico di un anime. E poi… parlano… tanto… davvero tanto. Direi che circa il 60-70% dell’episodio è composto da dialoghi che, per la maggior parte del tempo, sono difficili da seguire. MA nonostante ci sia questa sorta di barriera d’ingresso, Katanagatari è estremamente gratificante, con elementi di trama introdotti in ogni episodio e che alla fine si incastrano perfettamente negli ultimi due episodi. Lo stile semplice è affascinante e concede molta libertà agli animatori, cosa che porta a scene di battaglia assolutamente straordinarie. I protagonisti, Shichika (lo zotico campagnolo infinitamente forte) e Togame (la tsundere estremamente intelligente), sono legati da una dinamica che è tra le mie preferite da quando ho guardato Samurai Champloo, e dovermi separare da loro alla fine della serie mi ha lasciato in preda a una profonda tristezza, per un certo periodo. Inoltre, rimanete incollati allo schermo fino alla fine e vi prometto che piangerete. Ha uno di quei finali… – Cayla Coats


Kino’s Journey -the Beautiful World- the Animated Series
Anno d’uscita: 2017
Lerche

Il primo adattamento di Kino no Tabi nel 2003 era una serie contemplativa che faceva immergere gli spettatori nella sua atmosfera malinconica. A causa del character design semplificato e degli sfondi non dettagliati, era difficile chiamarla bella, ma proprio per questo lo era. Il nuovo adattamento del 2017 dello Studio Lerche è molto diverso dal primo: è luminoso, colorato e ha uno stile più moe; tuttavia, lo stile rimane invariato. Kino no Tabi è ancora una raccolta di parabole filosofiche su questioni morali, politiche e di libertà personale. Più che cercare di fare meglio del primo adattamento, quello del 2017 presenta una versione più moderna della storia di Kino. L’adattamento del 2003 ci ha dimostrato che il mondo non è tutto bianco e nero, mentre quello del 2017 ha aggiunto i colori a quel mondo. – Azaly Zeldin


K-On!!
Anno d’uscita: 2010
Kyoto Animation

K-ON!! è stata la serie che ha definito una decade di anime e la cui influenza si vede ancora in serie come Yuru Yuri. Il capolavoro della Kyoto Animation, con Naoko Yamada a guidare la regia, disegna lo standard degli slice of life con le sue battute spiritose, i rapporti del tutto credibili, un’animazione bellissima e grandissima musica. Queste ragazze erano come delle mie amiche, persone che volevo fossero felici. Nessuna serie recente è riuscita a ricreare la magia di K-ON!!, anche se qualcuna ci si è avvicinata. Come sequel del suo primo lavoro (K-ON!), Yamada è riuscita sfruttare tutta la sua abilità, dandoci una serie che ha l’effetto di una calda tazza di tè in una fredda giornata. – Daryl Harding


Kyousougiga
Anno d’uscita: 2013
Toei Animation

Kyousougiga passa per essere una serie strana e difficile da seguire, un po’ come si diceva, all’inizio, di FLCL e Paranoia Agent nel periodo di massimo splendore di Toonami. Ma, onestamente, dietro tutta l’estetica astratta e colorata e la sottotrama-di-Kyoto-intrappolata-in-un-dipinto non la trovo poi così difficile. C’è una ragazza che vuole trovare il padre scomparso, tre fratelli che lottano per soddisfare le aspettative lasciate dalla reputazione dei loro genitori e due amanti sfortunati che sono genitori profondamente imperfetti ma amorevoli. È una storia sulla famiglia. La serie è certamente difficile da seguire per i primi due episodi, ma l’ambiente vibrante, l’animazione eccezionale e, soprattutto, il cast assolutamente coinvolgente e adorabile, ti trascinano fino a quando i fili della trama non iniziano a sistemarsi. Kyousougiga è diverso da qualsiasi altro anime che io abbia mai visto, ed è una storia raccontata con amore che voglio condividere con tutti nella mia vita. – Cayla Coats


Laid-Back Camp
Anno d’uscita: 2018
C Station

Laid-Back Camp è l’anime più confortevole mai realizzato. Di norma evito di descrivere in quel modo qualsiasi cosa che non sia un divano, ma c’è un motivo per cui ha preso piede tra gli spettatori: è una serie molto molto confortevole. Gli iyashikei, gli “anime curativi”, sono una parte deliziosa degli anime: sono una meditazione sull’apprezzare la bellezza degli aspetti della vita che tendiamo a trascurare più che una narrazione basata sui cliffhanger e forniscono l’opportunità di fare introsprezione, più che colpirti per il valore del materiale. Non ci sono molte analogie con altre serie, per cui è difficile convincere qualcuno che non sia già immerso nel mondo degli slice-of-life a dargli una chance, ma Laid-Back Camp fornisce la definizione di “confortevole” in ogni frame dei suoi 12 episodi, in un modo che risuona anche col cuore più freddo. Gli iyashikei non possono essere un genere “alto”, ma le dolci avventure di queste cinque ragazze che campeggiano in inverno attorno al monte Fuji è il miglior esempio che si possa trovare. – Miles Thomas


Land of the Lustrous
Anno d’uscita: 2017
Studio Orange

Se per qualsiasi motivo hai ancora qualche dubbio, di qualsiasi tipo, sugli anime in 3D, smetti di leggere e corri a guardare Land of the Lustrous. Non riesco a pensare a un anime migliore che dimostri come sia possibile creare un progetto completamente in 3D, in grado di superare le aspettative. Non solo la direzione visiva dello Studio Orange ha continuato a influenzare i progetti statunitensi (in particolare Spider-Verse, che ora ha influenzato i creatori giapponesi!), ma la straziante storia di Land of the Lustrous sulla perdita dell’adolescenza e la sfiducia nell’autorità lo rende uno stramaledettissimo spettacolo. Molte più persone dovrebbero guardare questo spettacolo. #JusticeforLustrous !!! – Kyle Cardine


Little Witch Academia
Anno d’uscita: 2013
Studio Trigger

Quello che è iniziato come un progetto per giovani animatori ha preso il volo durante la notte, conquistando il cuore dei fan di tutto il mondo. Little Witch Academia fonde lo stile distintivo dello Studio TRIGGER (in particolare quello dell’animation designer di Gurren Lagann, Yoh Yoshinari), a un’affascinante storia sulla crescita, con un ritorno agli albori degli anime, quando le ragazze magiche e le streghe erano praticamente la stessa cosa. Dalle sue radici nell’Anime Mirai, all’evoluzione in serie, allo spin-off interattivo del gioco, la magia di Akko e dei suoi amici è contagiosa … e ci ricorda che lo studio TRIGGER è in grado di creare perle anche quando esce dal seminato che ben conosciamo. – Kara Dennison


Liz and the Blue Bird
Anno d’uscita: 2018
Kyoto Animation


Released 2018La trama dei primi sei minuti circa di Liz and the Blue Bird può essere riassunta in sei parole: due ragazze camminano verso la scuola. Com’è possibile, allora, che qualcosa di così piacevole e semplice abbia fatto piangere me e la mia amica, la prima volta che abbiamo visto il film? Il modo in cui i passi di Mizore seguono perfettamente il ritmo di quelli di Nozomi, il modo in cui quei passi diventano il ritmo di una colonna sonora che aumenta lentamente di volume, il modo in cui ci viene rappresentata la venerazione di Mizore per Nozomi, mostrando con quanta calma disperata la ragazza ricalca i movimenti dell’amica. Molte cose vengono comunicate attraverso immagini e suoni. L’incipit spiana letteralmente la strada per il resto del film. Sound! Euphonium è una serie diretta con autentica cura, ma ogni episodio ha una struttura narrativa costruita attorno al fornire un arco della trama soddisfacente. In Liz questa cosa è secondaria. La storia cinematografica di due amiche che lentamente si allontanano, più che attraverso una narrazione convenzionale, è raccontata attraverso una più astratta e magnifica interazione tra immagini e musiche. Mi piace pensare che la serie principale, Sound! Euphonium, sia un libro, mentre Liz and the Blue Bird è una poesia. Si completano molto bene a vicenda, ma Liz sta tranquillamente in piedi da solo, come capolavoro artistico. – Cayla Coats


Love, Chunibyou & Other Delusions
Anno d’uscita: 2014
Kyoto Animation

Prima di Love, Chunibyo & Other Delusions, “chunibyo” non faceva parte del gergo della community legata agli anime. Basta rifletterci un attimo: un anime ci ha fornito una nuova parola da usare che non è stata tradotta dal giapponese, nel titolo inglese. Oltre quella singola parola, Love, Chunibyo & Other Delusions è anche il prodotto di ciò che il regista Tatsuya Ishihara sa dare meglio: una bella serie con personaggi divertenti, con un tocco d’amore e un sacco di fantastiche animazioni fatte dal talentuoso staff della Kyoto Animation. La relazione “ci sta o non ci sta” tra Rikka e Yuuta ha tenuto molti attaccati allo schermo, ma non si può negare che sia piacevole vederne tutta l’evoluzione, specialmente con l’aiuto dei personaggi secondari Nibutani e Dekomori, anche se la cosa più oscena che fanno è tenersi per mano… – Daryl Harding


March comes in like a lion
Anno d’uscita: 2016
Studio Shaft

March comes in like a lion potrebbe essere solo un altro anime sportivo con un forte messaggio sull’amicizia, ma offre molto più di questo. Seguendo la vita di Kiriyama Rei, gli spettatori si ritrovano all’inizio in un’atmosfera cupa: il protagonista soffre di depressione. Rei deve affrontare una dura situazione familiare e allo stesso tempo deve essere un buon giocatore di shogi. In questa situazione caotica, finisce per incontrare le persone che gli cambieranno la vita: le sorelle Kawamoto, tre ragazze che offrono a Kiriyama una seconda famiglia. March comes in like a lion è un viaggio alla scoperta di se stessi. È una serie molto importante sul come affontare una grave malattia, ma non è tutto, l’anime affronta tempi quali il bullismo, il superare gli ostacoli e quali siano le responsabilità del diventare adulti. La serie ha un cast meraviglioso con un’ottima crescita dei personaggi. È un’opera brillante che merita di essere apprezzata dalle nuove generazioni e da un pubblico molto più ampio rispetto a quello attuale. – Carlos Moncken


Maquia: When the Promised Flower Blooms
Anno d’uscita: 2018
P.A. Works

Mari Okada è in una posizione unica nel fandom occidentale degli anime: è una delle poche autrici molto note a una gran parte del pubblico internazionale. Anche un esame informale delle sue opere nell’ultimo decennio spiega bene questo fenomeno: i lavori di Okada sono tra quelli che risuonano maggiormente a livello emotivo e tra le storie più uniche esistenti. In Maquia, il suo debutto come regista, ci viene offerta la Okada più pura e non filtrata: un dramma struggente, le scomode verità personali, la celebrazione della complessità dell’umanità. E già questo sarebbe sufficiente a renderlo una visione imprescindibile. Ma Maquia è molto di più di una collezione delle migliori sensibilità di Okada, è un fantasy grandioso, con una portata pari all’età d’oro di Hollywood di David Lean, che non perde mai di vista il nucleo emozionale di una madre e suo figlio. L’affronto peggiore di Maquia è che il suo sentimentalismo non diminuisce mai, ma se sei preparato ad aprire il tuo cuore per due ore, preparati a piangere per la maggior parte del tempo e a telefonare a tua madre subito dopo. – Miles Thomas

 


MEGALOBOX
Anno d’uscita: 2018
TMS Entertainment

Cosa si ottiene quando lo studio TMS Entertainment e il regista Yo Moriyama creano un anime originale per celebrare i 50 anni del manga Rocky Joe? Il cruento e corazzato mondo di MEGALOBOX in cui anche il più straccione dei cani randagi può puntare alla vetta di una versione futuristica del pugilato. TMS è riuscita a far sembrare questa serie arrivata direttamente dal 1998 e questo è un grande complimento. Le battaglie sono decenti, ma la controversa storia di Junk Dog e il suo allenatore dalla dubbia morale sono ciò che dà a MEGALOBOX la sua fama duratura. – Joe Luster

 

 


Miss Kobayashi’s Dragon Maid
Anno d’uscita: 2017
Kyoto Animation

Tra le serie che mi hanno sorpreso, questa è una di quelle che ho amato di più. E non sono l’unico. Moltissime persone che all’inizio erano molto diffidenti, si sono trovati davanti una serie davvero divertente e in grado di scaldarti il cuore come poche. In Miss Kobayashi’s Dragon Maid, tra una scenetta divertente e l’altra, assistiamo alla crescita di Kobayashi come persona e all’intensificarsi del suo rapporto con Tohru. Una relazione che diventa sempre più profonda, grazie anche alla complicità dei personaggi che si affiancheranno man mano nella storia, tra cui Kanna, Lucoa e Elma. Uno degli elementi che mi hanno fatto innamorare così tanto della serie sono quei momenti tranquilli e pacifici tra i personaggi. Piccoli momenti, ma decisamente importanti, dove vediamo Kobayashi abituarsi alla nuova famiglia, Tohru che impara a prendersi cura della signorina Kobayashi, o ancora Kanna che mangia l’ennesimo insetto. Se cercate una piccola grande serie, non potete perdervi Miss Kobayashi’s Dragon Maid. – Humberto Saabedra


KONOSUBA -God’s blessing on this wonderful world!
Anno d’uscita: 2016
Studio Deen

Si può dire che KONOSUBA sboccia davvero solo nella seconda stagione, ma appena lo spettacolo inizia a sparare fuochi d’artificio da tutti i cilindri, si trasforma in un capolavoro comico, che ricorda la commedia fantascientifica britannica Red Dwarf nella sua dedizione nello sconvolgere le convenzioni di genere, con un cast pieno di buffoni, pazzi e vermi… tutti adorabili. KONOSUBA è il massimo dell’umorismo terra terra e prende in giro i luoghi comuni degli isekai meglio di tutti i suoi contemporanei. In pratica tutte le migliori campagne di D&D andate alla deriva radunate in un unico pacchetto. – Paul Chapman


MOBILE SUIT GUNDAM THE ORIGIN
Anno d’uscita: 2019
Sunrise

Un sacco di fan di Gundam vi diranno di non guardare MOBILE SUIT GUNDAM THE ORIGIN se non conoscete già lo Universal Century. Beh, come neofita alla sua prima esperienza in queste nuove acque, vi dico che non li ho ascoltati e ho apprezzato immensamente il tempo passato a vedere questa serie di OAV. Un adattamento del manga di Yoshikazu Yasuhiko, nello specifico dell’arco che copre l’ascesa di Char Aznable, Gundam: The Origin tratteggia gli eventi politici sullo sfondo della storia donando loro grande caratterizzazione e sottolinenandone il peso, esplorando in maniera esaustiva il modo in cui i personaggi raggiungono la posizione che avrebbero ricopero all’inizio della serie TV del 1979. A prescindere dal vostro livello di esperienza con Gundam, la narrazione e l’aspetto visivo di The Origin la rendono una serie estremamente coinvolgente. – Kyle Cardine


Mr. Osomatsu
Anno d’uscita: 2015
Studio Pierrot

Cosa succede quando i protagonisti bambini di un anime comico crescono, non lasciano mai casa e interagiscono solo tra di loro, con i genitori e con il ristretto gruppo di individui bizzarri che vivono nel vicinato? Beh, in Osomatsu-san diventano adulti assolutamente fuori di testa e questo rende le loro pagliacciate più imperdibili che mai. Osomatsu-san è esilarante e le sue storie di rivalità tra fratelli che inevitabilmente sfociano sempre nella follia coprono due stagioni scorrevoli. Speriamo che la seconda stagione (e il film) non segni la fine delle avventure dei sei gemelli, incrociamo le dita. – Daniel Dockery


New Game!
Anno d’uscita: 2016
Doga Kobo

Il lavoro è una cosa seria, specialmente per Aoba, una designer di talento che, appena finite le superiori, è subito entrata nello studio che ha creato il suo JRPG preferito. New Game! non racconterà forse tutti i più minimi dettagli di come funziona il game design nella realtà, ma è comunque un’opera che sa intrattenere, e che offre un cast ricco di personaggi carismatici. Lo studio Doga Kobo miscela commedia e sentimenti in parti uguali e coi tempi giusti, e sa dosare in modo fantastico l’espressività delle protagoniste. La seconda stagione va anche oltre, con molti dei personaggi che crescono al di là dei loro ruoli iniziali, e con conflitti e drammi capaci di colpire in maniera notevole. Nonostante a volte esageri un po’ col fan service, New Game! rimane una delle gemme di quest’ultima decade. – Carlos Moncken


The Night is Short, Walk on Girl
Anno d’uscita: 2017
Science Saru

Dopo The Tatami Galaxy, il grande regista Masaaki Yuasa adatta nuovamente un romanzo di Tomihiko Morimi. Per realizzarlo, è stato richiamato lo staff di The Tatami Galaxy, tra cui Yusuke Nakamura, uno degli artisti più talentuosi della sua generazione, coinvolto nella progettazione dei personaggi, e persino il fantastico compositore Michiru Ōshima, che ha curato la colonna sonora. Il risultato è The Night Is Short, Walk On Girl, uno straordinario pezzo di animazione, dal fascino inquietante. – Joan Lainé


Non Non Biyori
Anno d’uscita: 2013
Silver Link

Renge Miyauchi e le sue quattro amiche vivono in un paesino talmente piccolo che sono le uniche allieve della scuola. Vivono una vita lenta e pigra, passata all’aperto a passeggiare attraverso la splendida campagna in cui abitano. Non Non Biyori non ha una vera e propria trama, è una serie slice-of-life, molto più interessata a catturare i piccoli dettagli insignificanti e quotidiani del mondo, come i giochi con le gomme che Renge e Natsumi si inventano per passare il tempo a scuola, o il compito di badare agli animali domestici della scuola. C’è qualcosa di veramente bellissimo e quasi malinconico, in questa serie. Vederete spesso i personaggi camminare e discutere animatamente finché l’inquadratura stacca da loro per dedicarsi alla magnifica natura sullo sfondo. Pian piano le loro voci svaniranno, e vi ritroverete anche per qualche minuto ad osservare scene che spingono alla contemplazione delle bellezze della natura, accompagnate solo da rare note ritmate di piano. Renge e le sue amiche vivono immerse in un mondo di placida bellezza e quiete, molto lontana da tutti i problemi associati con la vita in città. Il mondo può essere un posto inospitale, e a volte abbiamo bisogno di evadere in mondi di finzione che ci indicano l’esistenza di uno stile di vita più gentile e lieve. Quando non ne potete più dello stress e delle brutture che il mondo vi impone, ricordate che ci sono sempre Ren-chon e le sue compagne. – Cayla Coats Coats


One-Punch Man
Anno d’uscita: 2015
Madhouse / J.C. Staff

C’è un motivo per cui il webmanga di One Punch Man ideato da ONE è un successo. Fa morir dal ridere e ha delle trovate davvero innovative sui trope un po’ stanchi dei supereroi. Però gli mancava qualcosa: il tratto impeccabile di Yusuke Murata, già disegnatore di Eyeshield 21. Quando lo studio d’animazione Madhouse si è incaricato di dar vita al suo tratto fluido e dinamico nella prima stagione della serie animata, il risultato è stato assolutamente elettrizzante, e nonostante la seconda serie, curata da J.C. Staff non abbia toccato gli stessi livelli stratosferici, quest’anime è l’incarnazione perfetta di tutto ciò che rende così gradevoli Saitama e il resto del vasto elenco di supereroi ed esseri misteriosi del suo mondo. – Joe Luster


Panty & Stocking with Garterbelt
Anno d’uscita: 2010
Gainax

Quando Gainax mostrò le prime immagini di Panty & Stocking con Garterbelt, in molti pensarono la stessa cosa: “Questo stile non ricorda tanto una qualcerta serie occidentale con tre ragazze con poteri?” Ciò che non avevamo previsto è che la Gainax avrebbe messo in evidenza un lato più spigoloso e sfacciato, senza lasciarsi intimidire da nulla mentre animava la serie. Panty e Stocking sono due sorelle angeliche, che sono state espulse dal Cielo a causa del loro comportamento “inappropriato”, quindi devono espiare la colpa colpendo le creature di Daten City sotto la disperata supervisione di un reverendo non ortodosso. Azione folle, situazioni surreali ma divertenti e animazioni peculiari rendono questa serie una delle più singolari che il mondo degli anime ci abbia offerto nell’ultimo decennio. Se sei in grado di sopportarne l’eccessiva grossolanità e il modo banale di affrontare determinati problemi, ti piacerà molto. – Sergio Vaca


Parasyte -the maxim-
Anno d’uscita: 2014
Madhouse

Questo decennio ha visto molti manga non proprio nuovissimi ricevere un adattamento anime per la prima volta, con Parasyte -the maxim- che è uno di quelli ad alto profilo che alla fin fine abbiamo potuto vedere. Parasyte è un thriller soprannaturale che narra la storia di Shinichi Izumi e della sua mano destra infettata da un alieno, e la serie animata fa un ottimo lavoro rispettando il materiale originale ma, allo stesso tempo, adattandolo a una nuova epoca. Il viaggio di Shinichi e il modo in cui la serie mette in dubbio la moralità legata alla gestione degli alieni in grado di possedere gli esseri umani risulta ancora efficace anche decine di anni dopo l’uscita originaria del manga. – Kyle Cardine


Planet With
Anno d’uscita: 2018
J.C. Staff

C’è solo una manciata di anime che lodo principalmente per il modo in cui esplorano le proprie tematiche e Planet With è ai primi posti. Una serie che infila sviluppi dei personaggi bastevoli per 52 puntate in soli 12 miseri episodi, Planet With tratta concetti filosofici spinosi come giustizia, pacifismo e imperialismo culturale, nonché sentieri personali di perdono e redenzione. Ed esplorare queste tematiche con gentilezza e chiarezza morale. È una magnifica serie con un bellissimo messaggio, e non smetterò mai di consigliarla. – Paul Chapman

 

 


Pop Team Epic
Anno d’uscita: 2018
Kamikaze Douga

Superficialmente parlando, una serie che viene descritta come “una commedia che dura 11 minuti e che si ripete immediatamente dopo, con la sola differenza nelle voci dei doppiatori” non attira molto l’attenzione; di fatto, la maggior parte delle persone la considererebbe una vera perdita di tempo. Vero, molto del fascino di Pop Team Epic può veramente sembrare terribile sulla carta: battute senza senso, scenette basate sull’industria del baseball e umorismo da Internet che non segue trama o struttura riconoscibile e basato su un gag manga. Di sicuro, verrebbe messo molto in basso nella classifica degli “anime belli”. Probabilmente saprai se odi o ami Pop Team Epic entro i 24 minuti del primo episodio, ma la drasticità è la caratteristica che lo rende così unico e straordinario. A rigor di logica, Pop Team Epic non dovrebbe funzionare e invece ignora la logica e diventa quella che forse è una delle migliori commedie astratte degli ultimi 10 anni. La scia di terrore di Popuko e Pipimi è accentuata solo dalla valanga letterale di doppiatori leggendari che si prestano allo spettacolo; in qualche modo, Pop Team Epic FUNZIONA e per questo siamo tutti felici. – Nicole Mejias


Princess Jellyfish
Anno d’uscita: 2010
Brain’s Base

È raro vedere degli anime scritti dal punto di vista di fan donne. Ce ne sono diversi su cui i fan si trovano d’accordo a prescindere dal loro sesso, ma il modo in cui gli anime trattano le ragazze che si rivelano otaku è pressapoco sempre lo stesso: è un evento scioccante, perché la ragazza in questione è carina, molto popolare, (o semplicemente, è una ragazza). Princess Jellyfish è una gemma rara che non descrive le otaku donne come preziosi e rarissimi unicorni, ma scava a fondo in cosa significhi davvero far parte di questo mondo per una giovane donna. Vederlo esposto al British Museum nella mostra dedicata ai manga tenutasi all’inizio dell’anno non è stata una sorpresa: merita di essere mostrato in lungo e in largo, grazie ai suoi disegni deliziosi e alla sua storia sentita e sincera. – Kara Dennison


PROMARE
Anno d’uscita: 2019
Studio Trigger

PROMARE è la perfetta incarnazione dello studio Trigger: un colpo basso a livello visivo, con personaggi passionali, azioni intense e una colonna sonora assassina. Inoltre, è anche un film che apre la strada a futuri progetti ibridi 2D / 3D. È stato davvero entusiasmante vedere PROMARE evolversi dall’annuncio all’uscita: era stato annunciato all’AX con una singolare immagine promozionale per poi rivelarsi un’opera cinematografica riprogrammata più volte negli Stati Uniti. Dovresti essere entusiasta ogni volta che Hiroyuki Imaishi e Kazuki Nakashima collaborano, e PROMARE ne è la ragione. PROMARE mi ha regalato alcune delle migliori esperienze cinematografiche (sì, plurale!) in questo decennio: un film pronto a dar spettacolo e a trascinare con sé il pubblico. – Kyle Cardine

 


THE PROMISED NEVERLAND
Anno d’uscita: 2019
Cloverworks

I fan avevano predetto l’adattamento anime di THE PROMISED NEVERLAND molto prima che venisse annunciato e non è difficile capire perché. La storia passa dalla dolce tranquillità all’orrore esistenziale in un colpo solo, continuando ad aggrapparsi a questa immagine ingannevole mentre i suoi protagonisti complottano la loro fuga. Le inquadrature inducono la paranoia: da quale punto di vista guardiamo? Quanto ne sanno i personaggi in quel momento preciso? Con una seconda stagione all’orizzonte e tolte le bende, questa splendida serie shonen non può che stare in alto nella classifica. – Kara Dennison

 

 


PSYCHO-PASS
Anno d’uscita: 2012
Production I.G

I primi anni del 2010 hanno visto l’ascesa a stella degli anime Gen Urobuchi, in particolare con l’uscita di PSYCHO-PASS dopo Puella Magi Madoka Magica e Fate/Zero. La serie immagina un futuro in cui gli algoritmi determinano tutto, dalla carriera alla moralità, qualcosa che sembra insinuarsi nella realtà ogni giorno di più. Provocatorio per il suo tempo, PSYCHO-PASS è un’avvincente dramma poliziesco distopico e fantascientifico in grado ancora di lasciare il segno. Una perla del repertorio di Urobuchi. – Kyle Cardine

 

 


Samurai Flamenco
Anno d’uscita: 2013
Manglobe

Non c’è niente di più bello di un anime in cui la trama cambia completamente direzione durante la serie, rivelando che stai guardando una serie completamente diversa da quello che credevei. A differenza di serie come GaoGaiGar che cambiano faccia a metà, Samurai Flamenco lo fa ogni manciata di episodi, viene rimosso un nuovo livello di pazzia. È una serie comica? Una serie idol? Un super sentai? C’è qualcosa di vero in quello che abbiamo visto? Nel mezzo di tutto questo caos, riesce anche ad essere una dichiarazione d’amore nei confronti dei tokusatsu vintage. – Kara Dennison


Sarazanmai
Anno d’uscita: 2019
MAPPA

Sarazanmai è meraviglioso a livello visivo. È una serie che ha la finezza estetica di un grosso nome nel settore grafico. Grazie alle immagini simboliche astratte e alle schermate rosse e rosa, ci viene narrata una storia di connessioni e perdite. Tre studenti delle medie, Kazuki, Enta e Toi hanno dei problemi che impediscono loro di costruire relazioni genuine con chi li circonda. Mentre la serie era in corso, si è fatta la nomea di essere difficile da seguire e piena di immagini figurate difficili da decifrare (molte delle quali hanno a che fare con i sederi). A mio parere, però, la serie vuole solo raccontare una storia semplice ma toccante che parla di come permettiamo al nostro dolore di impedirci di crescere e di come l’unico modo per guarire da quel dolore sia essere sufficientemente coraggiosi da aprirsi e connettersi a qualcun altro. – Cayla Coats


Silver Spoon
Anno d’uscita: 2013
A-1 Pictures

Silver Spoon riesce nell’impresa impossibile di rendere divertente lo studio dell’agricoltura. Hiromu Arakawa, creatore del manga Fullmetal Alchemist, dà vita al manga dalla fattoria alla tavola e Tomohiko Ito lo ha trasportato dalla tavola allo schermo prima di passare le redini a Kotomi Deai per lavorare su Erased. Arakawa e il team di A-1 Pictures danno vita alla città di Obihiro, Hokkaido, in cui i personaggi vivono nella città in declino. La storia della maturità che porta Hachiken a lasciare la sua casa di periferia per trasferirsi in una zona agricola, lo rende una delle serie più riflessive e al tempo stesso spensierate del genere. Mi ha lasciato con il desiderio di vederne altri episodi. Non avrei mai pensato di poter essere così emozionato per un maiale! – Daryl Harding


Sound! Euphonium
Anno d’uscita: 2014
Kyoto Animation

Sound! Euphonium, la storia adolescenziale dei membri della banda dell’Istituto Kitauji, è un piacere assoluto da guardare, in tutti i sensi. Le animazioni sono favolose, le musiche (sia la colonna sonora che i brani suonati dalla banda) sono sublimi e regia e sceneggiatura possono competere con alcuni dei migliori film con attori in carne e ossa che ho visto. Tuttavia, ciò che amo di più in questa serie è la sua protagonista, Kumiko Oumae. Kumiko è diventato uno dei miei personaggi di fantasia preferiti. La sua crescita, da ragazzina alla deriva e apatica nei confronti di se stessa, di chi le sta intorno e del suo futuro a persona motivata, empatica e adorabile, è uno spettacolo magnifico a cui assistere. Un conto è che una serie raffiguri un personaggio con obiettivi e passioni percepibili, ma Euphonium riesce – tramite una sceneggiatura scritta in modo incredibile e delle magnifiche e acute animazioni – a portare con successo sullo schermo una ragazza in cerca di una direzione nella vita. Incontrare e crescere con Kumiko è stata, e continua a essere, una delle mie esperienze preferite nel mondo degli anime – Cayla Coats


Space Brothers
Anno d’uscita: 2012
A-1 Pictures

Crescere circondato da storie di missioni spaziali non era raro nella mia zona – la maggior parte dei bambini nella mia scuola erano figli di scienziati missilistici e ingegneri della NASA, dato che vivo vicino a uno dei più grandi laboratori. Space Brothers è uno dei pochissimi titoli che ho visto, che fossero anime o qualsiasi altra cosa, che riesce a duplicare quel sentimento di amore, eccitazione e puro coinvolgimento. La storia di due fratelli, ognuno con le proprie aspirazioni aeronautiche, ha riportato in auge quella meraviglia vissuta durante l’infanzia per le stelle stranamente vicine ma anche fuori portata. È stato stimolante seguire sia Hibito correre dritto verso il suo sogno, sia suo fratello Mutta mentre si riprendeva da una falsa partenza. E poi la opening non si batte – è sempre il momento giusto per “Feel So Moon”. – Kara Dennison


Space Patrol Luluco
Anno d’uscita: 2016
Studio Trigger

Visto il dinamismo cinetico che lo contraddistingue, quale studio può mai essere migliore di TRIGGER per uno short-form? Space Patrol Luluco è una serie a episodi brevi carica di gag che, a dispetto del suo umorismo surreale, ha il cuore di quelle serie che si tornano a vedere ancora e ancora, ad anni di distanza. È l’epitome del “breve ma intenso”, e ad oggi credo che sia l’opera di TRIGGER e Imaishi che, un po’ a sorpresa, preferisco. – Joe Luster


SSSS.GRIDMAN
Anno d’uscita: 2018
Studio Trigger

Il genere tokusatsu (che racchiude in sé serie come Godzilla, Kamen Rider e Super Sentai) ha una lunga storia in Giappone e SSSS. Gridman ne è un grande tributo, con disegni di eroi e mostri che sembrano usciti da un episodio di Ultraman. Ma SSSS.Gridman non è solo una serie infinita di omaggi o non merita di essere visto solo per farsi un viaggetto nel mondo dei ricordi. Infatti, nel corso di dodici episodi, incontrerai un sacco di personaggi meravigliosi (e cattivi), vedrai alcuni combattimenti di kaiju fantastici e ti ritroverai davanti un’opera che ti soddisferà anche se non hai mai visto un Godzilla vs Quelchetipare. SSSS.Gridman è una gemma sottovalutata dal 2018 e merita di essere apprezzata anche negli anni a venire. – Daniel Dockery


Sword Art Online
Anno d’uscita: 2012
A-1 Pictures

Ah, Kirito! Il protagonista/avatar dell’autore per eccellenza e che è assolutamente fantastico in tutto ciò che fa. La sua avventura nel variegato mondo virtuale di Sword Art Online è stata una montagna russa sin dall’inizio, grazie alla formula se-muori-nel-gioco-muori-nella-realtà, e la A-1 Pictures ha sfornato per ogni stagione un lavoro da maestro per creare uno dei più sorprendenti adattamenti di una light novel fino ad oggi. SAO ha fatto molta strada dal colpo di frusta di metà stagione, ma già dall’inizio della prima avevo capito il potenziale della serie e la possibilità pressoché infinita di allargarne l’orizzonte. – Joe Luster

 

 


Symphogear
Anno d’uscita: 2012
Satelight/Encourage Films/Studio Pastoral

The rallying cry of Anitwitter in 2019 is “Watch Symphogear.” But why? So many reasons. It’s a mash-up of magical girl aesthetic, giant robot tech, and idol singer determination—like Macross if the idols and robots occupied the same space. The animation is gorgeous. The action is epic. The songs are bold and powerful, and actually sound as though they’re happening in the moment. These are genuine battle-cries being sung, not a safe CD track behind a microphone. And every time you think you’ve seen it at its biggest and most stunning, there’s a new season waiting in the wings. In conclusion, Anitwitter is right. Watch Symphogear.       – Kara Dennison

 


The Tale of the Princess Kaguya
Anno d’uscita: 2013
Studio Ghibli

Nell’aprile del 2018, il mondo ha perso il leggendario regista, sceneggiatore e produttore Isao Takahata, co-fondatore dello Studio Ghibli. Dire che questa perdita ha lasciato un vuoto enorme nel cuore dei fan degli anime sarebbe un enorme eufemismo. Cinque anni prima, aveva consegnato quello che sarebbe stato il suo ultimo lungometraggio, The Tale of the Princess Kaguya, una brillante interpretazione di un classico del folklore giapponese. Dalle sontuose immagini ad acquerello all’elegante narrazione, Kaguya rappresenta l’essenza di quel tranquillo gigante dell’animazione che è Isao Takahata. Questo film è una perla straordinaria. – Joe Luster

 


Tamako -love story-
Anno d’uscita: 2013
Kyoto Animation

Mentre la serie TV della KyoAni, Tamako Market, era una storia piacevole e coinvolgente, anche se inconsistente, Tamako -love story- è forse la miglior storia di un giovane amore narrata in un’intera generazione. La regista Naoko Yamada porta tutta la forza della Kyoto Animation per creare un’animazione dei personaggi così potente ed evocativa da rendere superflui i dialoghi. I personaggi sono pieni di fascino e vitalità e danno ad ogni singolo istante un peso emozionale inaspettato in un film così lineare. Ciò che sembra a un primo sguardo è ciò che si ottiene davvero: una storia di amore e anche non complicata, per giunta. Ma, con questo film, Yamada offre un’opera riguardabile all’infinito che fornisce tutto quello che si prefiggeva di fornire. – Miles Thomas


Tanaka-kun Is Always Listless
Anno d’uscita: 2016
Silver Link

Potrei scrivere un paragrafo appassionato su ciò che rende Tanaka-kun is Always Listless l’epitome di una commedia lenta, rilassata e con cui è facile identificarsi, ma sarebbe l’esatto opposto dello spirito dell’opera. Vi basti sapere che Tanaka è un ragazzo molto pigro, la cui intera esistenza risuona con quella di molti di noi, che i tempi comici sono perfetti e che la serie è un balsamo per l’anima come un bicchiere di latte caldo prima di andare a dormire. E ora scusatemi, vado a fare un pisolino. Zzzzz. – Paul Chapman

 

 


The Tatami Galaxy
Anno d’uscita: 2010
Madhouse

Il senno di poi è una brutta bestia. Non tutti hanno trascorso gli anni degli studi universitari come narcisisti egoisti, enormemente delusi da quello che in teoria la vita avrebbe dovuto dargli e invece no, ma è una descrizione che calza a pennello dei miei anni al college. Per questo The Tatami Galaxy ha per me il sapore di una fetta gigante di torta all’umiltà. Un mio caro amico me l’aveva presentato come un incrocio tra Fight Club e Il Giorno della Marmotta, e ammetto di essere rimasto sbalordito. The Tatami Galaxy, opera estremamente divertente del genio letterario Masaaki Yuasa (basato sul libro di Tomihiko Morimi), è proprio un capolavoro. – Paul Chapman


That Time I Got Reincarnated as a Slime
Anno d’uscita: 2018
Eight Bit

Esistono moltissimi adattamenti anime di romanzi fantasy di genere isekai dove i protagonisti rinascono in mondi di spade e magia come esseri dotati di enormi poteri, ma poche serie possono vantare un protagonista generoso come quello di “That Time I Got Reincarnated as a Slime“. Anche se questo potrebbe cambiare nella seconda stagione, quando Limur Tempest e i suoi compagni entrano maggiormente in contatto con il mondo esterno, sono sempre contento quando l’empatia e la volontà di lavorare insieme sono la chiave per risolvere i problemi. Punti bonus per avere come protagonista un personaggio di genere non-binario. – Paul Chapman


Tiger & Bunny
Anno d’uscita: 2011
Sunrise

In un primo momento, Tiger & Bunny sembrava essere l’ennesimo shonen action con i supereroi, con qualche attenzione alle corporazioni e con i media che giocano un ruolo importante per la percezione di ciò che è eroico o meno. Ma in realtà, abbiamo una delle più candide e oneste raffigurazioni dell’essere adulti, padri e della difficoltà di vivere sotto pressione, con conseguenze quasi terribili, sia per Kotetsu “Tiger” Kaburagi, sia per il suo partner Barnaby “Bunny” Brooks Jr. Tiger and Bunny merita di essere in questa lista non solo per la profondità della storia, ma anche per il fatto che ogni singolo personaggio interpreta un ruolo fondamentale nel delineare l’intera serie. Dalla sotto trama in cui Kotetsu e Barnaby devono imparare a fidarsi a vicenda; a Blue Rose che è combattuta tra la una vita eroica e la realizzazione del suo sogno di cantare, il tutto mentre a poco a poco comincia a provare qualcosa per Kotetsu; e la sottotrama più indimenticabile di tutte, dove Kotetsu rischia di perdere i poteri mentre cerca disperatamente di conservare intatto il rapporto con la figlia. Tiger and Bunny non solo merita di essere in questa lista, ma sarebbe assurdo se non ci fosse. – Humberto Saabedra


The Wind Rises
Anno d’uscita: 2013
Studio Ghibli

L’ultimo lungometraggio di Hayao Miyazaki parla, in sostanza, del volo. Il protagonista del film è Jiro Horikoshi, un progettista anticonformista di alcuni degli aerei da guerra utilizzati dal Giappone nella Seconda Guerra Mondiale. Mentre Miyazaki esplora la vita di Horikoshi nel film, veniamo deliziati con adorabili scene del nostro eroe che lavora instancabilmente su un tavolo da disegno, ogni tratto della sua matita e la regolazione del suo righello sono meticolosamente resi in maniera tremendamente realistica. Nel film assistiamo ad un continuo tira e molla tra l’amore profondamente radicato di Jiro per il suo lavoro e quello per sua moglie, Nahoko. Il film isola Jiro (e noi) dalle implicazioni della costruzione di macchine della morte per un conflitto globale, evitando ogni rappresentazione della guerra all’estero. Eppure Miyazaki riesce a perforare la maschera in piccoli ma significativi modi. Per esempio attraverso il sangue che Nahoko tossisce per colpa della tubercolosi o nella rappresentazione terrificante del terremoto di Kanto del 1923. C’è un sottile ma tragico tira e molla tra la devozione di Jiro alla progettazione dell’aereo e i due fattori esterni: la vita familiare e l’ambiguità morale del progettare armi da guerra. Fino alla fine, non c’è un giudizio morale su Jiro, niente è così facile e semplice. Ci resta solo il sogno del dopoguerra di aerei che perforano un cielo bello ed eterno, e Nahoko che brilla come il sole che si staglia su una dolce cresta di nuvole. – Cayla Coats

 


Wolf Children
Anno d’uscita: 2012
Studio Chizu

Wolf Children è uno dei film che più colpiscono nell’anima secondo me. Riesce a toccare elementi cruciali in un contesto da favola, come l’amore, il dolore, la lotta, l’accettazione di se stessi. Ci sono mille sfaccettature che amo di questo lungometraggio: l’abilità di unire una storia di finzione con un fortissimo realismo, la trama principale rimane salda, anche se la si vive attraverso più personaggi che vivono insieme, ma percorrono strade differenti; l’animazione e la colonna sonora sono meravigliose e d’impatto; e infine le scelte registiche. Mamoru Hosoda mi meraviglia sempre, ma con questo film in particolare è riuscito a toccarmi personalmente e mi ha dato modo di concentrarmi sulla profondità di alcune cose. Wolf Children mi ricorda l’importanza di avere compassione per gli altri, di mettermi nei loro panni, ma soprattutto mi ha ricordato di non tralasciare mai i dettagli, perché rendono la vita ciò che è. – Reem Ali


Violet Evergarden
Anno d’uscita: 2017
Kyoto Animation

Si vuole vincere facile, se si dice che Violet Evergarden è uno degli anime più belli di sempre (fino al 2019). Questa storia prodotta dalla Kyoto Animation tratta la storia di un’adolescente rimasta orfana e che – portando con sé le cicatrici della guerra- cerca il suo posto nel mondo e trova infine la sua strada nello scrivere lettere per altre persone e la porta a crescere insieme ad ogni individuo che Violet incontra nel suo cammino. Il pugno nello stomaco di emozioni che la serie vi darà non è da sottovalutare, in quanto l’autrice Kana Akatsuki ha creato un mondo che è stato poi diretto da Taichi Ishidate, con la sceneggiatura di Reiko Yoshida. Per me, ogni episodio è stato una montagna russa di emozioni che mi ha fatto provare qualsiasi sentimento, dalla gioia, alla tristezza e all’empatia, e così via. Solo il team della Kyoto Animation sarebbe stato in grado di creare qualcosa di così magico come Violet Evergarden, il che la rende un capolavoro da vedere. – Daryl Harding


ZOMBIE LAND SAGA
Anno d’uscita: 2018
MAPPA

ZOMBIE LAND SAGA si è rivelata una gustosa parodia dell’intera industria delle idol. Il (solo apparente) totale disinteresse mostrato dal produttore, Tatsumi Kotaro, verso le ragazze di cui dovrebbe occuparsi sembrava una semplice satira dello stress che le vere idol subiscono dietro le quinte del loro mondo, ma in realtà questa è solo la premessa iniziale della serie che prosegue con tempi comici impeccabili e ottime animazioni, ma ci offre anche modo di affezionarci al cast di personaggi narrando l’emozionante storia del passato di ognuna, un formato che si conclude in modo davvero spettacolare con performance canore catartiche e tematicamente legate a ciascuna delle ragazze. In questo senso, l’episodio più significativo e commovente è senza dubbio quello di Lily. ZOMBIE LAND SAGA mi ha fatto apprezzare un genere che prima evitavo a prescindere e potrebbe anche convincermi a riprendere la visione di Love Live uno di questi giorni… – Rene Kayser